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Francesco Fiorentino

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Francesco Fiorentino nasce a Sambiase il 30 aprile1834, primo dei sei figli(1) di Gennaro (farmacista e chimico ) e da Saveria Sinopoli ( nipote di Giorgio Sinopoli sacerdote). Entrò nel seminario di Nicastro all'età di 14 anni .Nell'anno 1857 si laureò in legge a Catanzaro dove conobbe Bernardino Grimaldi,Bruno Chimirri, Francesco Acri e altri. Studiò inizialmente il tema dell'itinerarium mentis in Deum (1858).

Nel '60 partecipò alll'insurrezione delle Calabrie nell'ambito dell'impresa garibaldina. Ma le armi non erano fatte per lui ... non sapeva neanche caricarle.Riprese lo studio e l'insegnamento.Alla fine dello stesso anno per iniziativa di Carlo Poerio è nominato professore di Filosofia nel liceo di Spoleto; trasferito l'anno successivo a Maddaloni pubblica nel 1861 dove scrisse uno studio su Giordano Bruno (Il panteismo di Giordano Bruno) che gli valsero da parte del Ministero nel '62 la cattedra universitaria di Storia e Filosofia di Bologna.In questi lasso di tempo che era a Bologna 1862/1871 scrisse il "Saggio storico sulla filosofia greca" e il "Pomponazzi": studi storici sulla scuola bolognese e padovana del secolo XVI; viene candidato nel 1865 (era un militante politico nella Destra storica) nel colleggio di Nicastro dove a competere la per la nona legislatura ebbe come avversari politici Giovanni Nicotera e Francesco Stocco. Vinse al ballottagio Giovanni Nicotera il quale optando per il colleggio di Salerno fa si che a Nicastro venga eletto Francesco Stocco.

Dopo la delusione del 1865 nel colleggio di Nicastro viene elettto Deputato al Parlamento nel 1870 per il colleggio di Spoleto dove scrive: "Gli spoletini hanno voluto ricordarsi che io fui tra loro e danno la più bella prova di stima : ne serberò perenne riconoscenza..... Gli impedimenti.... (memore della cattiva prova di cinque anni prima nella sua candidatura nel colleggio di Nicatro) mi sarebbero venuti dalla Calabria,dalla mia Calabria". Etc. etc. Nel '72 lascia Bologna e va a Napoli, ove insegna Filosofia della Storia fondando " Il Giornale napoletano di filosofia e lettere". Dal '74 al '76 è eletto deputato per la seconda volta a S.Severino Marche. Mentre tra il 1875 ed il 1880 insegnò a Pisa Filosofia teoretica. In questo periodo pubblica la prima edizione del suo manuale di filosofia sistematica (Elementi di Filosofia, in due parti, 1877) dedicato a Silvio Spaventa.

Tra il 79 e la morte cura l'edizione delle opere latine di Giordano Bruno e la raccolta di Scritti vari (1880) e dell'Epistolario (1883) di Luigi Settembrini. In questo stesso perido periodo gli viene offerta dopo pressanti insistenze da parte di amici la candidatura nel Colleggio di Montaleone ( oggi Vibo Valentia). Ma anche questa volta l'elettorato della sua stessa provincia ,che egli aveva amato e pensava con nostalgico affetto, gli fu contraria. Dopo la sconfitta elettorale si ritirò nell'intimità della sua casa e dei suoi studi, convinto che "la virtù ha la megliore ricompenza in se stessa; che la vita modesta ed appartata è preferibile al chiasso e allo sfarzo dei ciarlatani e che un nome onorato nella storia vale più di tutte le lodi della peble".

Ricordiamo che, nell'anno in cui fu candidato nel Colleggio di Nicatro la sua città natale Sambiase dette 300 voti su 400 voltanti, mentre il Circondario di Nicastro su 1.983 votanti, 1.463 votarono per lui: fu il primo, lasciandosi dietro Giovanni Nicotera per oltre 400 voti di differnza. Di quel risultanto negativo furono colpevoli le altre sezioni. Questo, perchè la ingratitudine di altri non venga estesa alla città natale, quella che egli soleva chiamare "la mia cara Sambiase", della quale paese natio anche suoi amici Carducci, De Meis ed altri, ne conoscevano le virtù del buon vino. Morì a Napoli nel 1884. La sua terra può ben essere lieta e sicura di annoverarlo tra i suoi grandi figli. Con gli studi sul rinascimento italiano, condotti sui documenti originali e con metodo filologico, si può considerare il fondatore della scuola storiografica positivista del pensiero filosofico in Italia.

E' conosciuto sopratutto per la seconda edizione del suo manuale (1880), il testo più usato nei licei del Sud a fine secolo. Fu il suo il primo libro di filosofia letto da Gentile, libro sul quale Gentile s'è formato - nel senso che s'è aperto su di esso ai problemi filosofici, manuale che emerge sulla gran quantità di "zibaldoni indigesti e indigeribili" che nei giovani inevitabilmente provocavano "nausea e disgusto" in quanto erano ricettacolo di tutto il possibile scibile filosofico. "Non importa niente che gli alunni abbiano questa o quella cognizione, e sia modernissima quanto si voglia; sì importa, che imparino a pensare; ma a pensare davvero, riflettendo sul pensiero, e sforzandosi di farne un sistema logicamente coerente." [Gentile nella prefazione alla 3a edizione da lui curata degli Elementi di Filosofia (Fiorentino 1911,VI-XVI)].

 

Opere di Fiorentino

Volgarizzazione dell'itinerario della mente a Dio di S. Bonaventura, dei Libri del Maestro, Dell'immortalità dell'anima e Del libero arbitrio di S. Aurelio Agostino, del Proslogio di S. Anselmo, ME:D'Amico, 1858

Sul panteismo di Giordano Bruno, NA, 1861

Saggio storico sulla filosofia greca, FI:Le Monnier, 1864

Pietro Pomponazzi, studi storici sulla scuola bolognese e padovana del secolo XVI, FI:Le Monnier, 1868

Bernardino Telesio, ossia studi storici sull'Idea della Natura nel Risorgimento italiano, 2 vv., FI:Le Monnier, 1872-3

La filosofia contemporanea in Italia, NA:Morano, 1876

Scritti vari di letteratura, poesia e critica, NA:Morano, 1876

Elementi di Filosofia, NA:Morano 1877

Della vita e opere di Vincenzo de Grazia, NA, 1877

Elementi di Filosofia, NA:Morano 1880

Manuale di storia della filosofia, 3 vv., NA:Morano, 1879-81

Elementi di Filosofia, NA:Morano 1880

 

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(1) La famiglia di Francesco Fiorentino era composta :

Serafina nata il 15 febbraio 1836

Pasquale nato il 6 ottobre 1837

Luigi nato il 18 gennaio 1841

Maria Antonia nata il 17 aprile 1843

Geltrude nata il 18 aprile 1845

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