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Restauro antico busto S.Francesco di Paola

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Ritorna alla memoria busto del XVIII di S.Francesco di Paola
"L’opera restaurata si aggiunge a testimonianza di quanto andato perduto"

In questi giorni è pervenuta alla nostra redazione la richiesta di pubblicazione sul nostro sito dell'avvenuto restauro di una piccolo mezzo busto a tutto tondo poggiante su base lignea, policroma, raffigurante San Francesco di Paola.

L’opera, proveniente da un altare domestico conservato in antico palazzo gentilizio sambiasino, è la testimonianza della antica devozione al Santo paolano da parte della popolazione di Sambiase. Ad eseguire il restauro di quest'opera risalente al sec.XVIII è stato Ernesto Lamanna: “Esperto nell’analisi del degrado e delle tecniche di conservazione e restauro di opere d’arte. Tecnico della tutela e conservazione dell’edilizia Storica e delle Opere D’arte. Formatosi presso istituto per L’Arte e il Restauro " Palazzo Spinelli "di Firenze".

Il restauro si avvale di schede tecniche, documenti fotografici, notizie storiche iconografiche sulla vita del Santo e della stessa opera restaurata. Giuseppe Ruberto webmaster del sito

 

 

SCHEDA TECNICA
Proposta Intervento di Restauro
San Francesco di Paola“ Cartapesta Sec.. XVIII
A cura di Ernesto Lamanna

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SCHEDA TECNICA DELL’OPERA

SOGGETTO: San Francesco di Paola

DIMENZIONI: totale30 cm
Base:5cmx4 x20
Busto:24 cm circa
MATERIA: carta pesta, terracotta, legno.
COLLOCAZIONE ORIGINALE: Lamezia Terme -Sambiase- (CZ)

PROVENIENZA: altare domestico conservato in antico palazzo gentilizio Sambiasino.
PROPRIETA’: privata.
DESCRIZIONE DELL’OPERA: piccolo mezzo busto di santo a tutto tondo poggiante su base lignea, policroma, raffigurante San Francesco di Paola.


NOTIZIE STORICO ICONOGRAFICHE
Nato nel 1416 a Paola, in Calabria, Francesco fu prima minorita, poi fondatore dei Frati Minimi. Tra il 1453 e il 1464 fonda i due conventi di Corigliano Calabro (CS) e Spezzano (CS). Nel 1464 attraversa lo stretto di Messina sul suo mantello per andare in Sicilia, dove opera altri miracoli; tra i quali la restituzione alla vita di un ragazzo che penzolava da un capestro da tre giorni.

Durante il viaggio per la Sicilia fonda un convento a Milazzo (ME) e opera il miracolo della moltiplicazione dei pani. Nel 1470 torna in Calabria, dove riceve un messo del Papa, che conosciuta la sua fama, volle accertarsi dei suoi miracoli. Durante la sua visita il messo del Papa è testimone del miracolo dei carboni ardenti che il Santo gli porge a mani nude senza scottarsi. Nel 1481 calunniato presso la corte del Re di Napoli, accoglie con bontà i soldati che erano andati ad arrestarlo. Chiamato a giudizio davanti allo stesso Re di Napoli, spezza in due una moneta d'oro facendo uscire dalla stesa sangue umano alle parole "Sire questo denaro è pieno di sangue". Luigi XI, re di Francia, gravemente malato, sentito parlare del frate lo volle presso di sé, ma fu necessario un ordine di Papa Sisto IV per indurre il frate a lasciare la sua Calabria.

Nel 1482 Francesco giunge in Francia, dove in breve tempo fece diffondere il nuovo Ordine e dove il 2 aprile 1508 morì a Tour.
Fu canonizzato dal Papa Leone X il 1° maggio 1519, a soli dodici anni dalla morte. Il 27 marzo 1943 il papa Pio XII proclama S. Francesco patrono della gente di mare il 2 giugno 1962 Giovanni XXIII lo proclama patrono della Calabria.

Nella storia dell’ordine Minimo il convento di Sambiase è d’importanza strategica, in esso nel 1517 si svolse una sessione del processo di canonizzazione del Santo. Nello stesso anno L’università locale formata dal sindaco dei nobili, del popolo e dagli eletti presentava supplica al Papa dell’epoca Leone X perché il Beato Francesco fosse ascritto nel libro dei Santi.

L’opera restaurata è testimonianza della antica devozione. Quando è giunta a restauro fra le notizie raccolte, c’era quella che a detta del vecchio proprietario la statuetta in suo possesso aveva la caratteristica a suo dire di avere “il vero e vecchio abito”del Santo. Costato che non si trattava di riproduzione in scala della statua conservata in chiesa, ho voluto approfondire la ricerca e da fonti d’archivio e testimonianze, ho saputo che in una notte di maggio del 27 maggio 1918 durante i festeggiamenti annuali un incendio colpì la cappella dove erano custodite la statua e la reliquia del Santo Patrono.

La vecchia statua di cui non si hanno notizie, andò perduta o sostituita con l’attuale. Nell’archivio della Parrocchia unica testimonianza è un quadretto eseguito su riproduzione di una foto d’inizio novecento recuperata anni fa da padre Antonio.

Nel quadretto la mano sinistra è un restauro fotografico. L’opera restaurata è copia (tolto il bastone rifatto su indicazione della committenza) di maestranze locali della statua andata persa. In essa possiamo riscontrare antiche caratteristiche iconografiche tipiche del santo Paolano, in modo particolare nel cingolo, e soprattutto nei colori del saio tipici dell’ordine Minimo, a differenza di quella conservata in Chiesa di un marrone francescano riccamente abbellito da motivi floreali in oro.

 

Quanto affermato dal proprietario per notizie tramandate verbalmente è quindi vero, e l’opera restaurata si aggiunge a testimonianza di quanto andato perduto.

 

STATO DI CONSERVAZIONE: cattivo
Supporto cartaceo in pessime condizioni. Numerosi sollevamenti e cadute di colore. In diversi punti problemi di coesione. Superficie pittorica impolverata, presenti depositi organici e di sporco. Leggibilità mediocre. Incidenza di vecchi restauri. Vecchi danni dovuti a bruciature e umidità. Attacchi xilofagi sull'intera superficie hanno compromesso la naturale compattezza del manufatto.

 

PROPOSTE DI INTERVENTO Si propone per prima cosa un’accurata spolveratura di tutte le Superfici con pennelli morbidi. Trattamento anti tarlo su tutte le superfici cartacee e lignee. Consolidamento di tutta l’opera. Fissaggio del colore. Saggio di pulitura. Asportazione vecchi restauri novecenteschi. Ancoraggio del busto alla base perché poco stabile Ricostruzioni parti mancanti. Stuccatura. Integrazione pittorica. Lucidatura.

 

ESECUZIONE Come da proposte d’intervento. Documentazione fotografica delle varie fasi d’intervento.Veli natura parti meno stabili. Dopo aver spolverato tutto il supporto, l’opera è stata sottoposta a un trattamento di disinfestazione dagli attacchi xilofagi usando del per-xil. A trattamento ultimato si è consolidata tutta l’opera parte lignea compresa con del paraloid b 72 diluito.

La mano sinistra presentava delle lesioni al dito anulare e al pollice, mancavano indice e medio. La mano destra mancava completamente. Si è provveduto alla ricostruzione delle parti mancanti con dell’argilla.

La cromia originale era alterata da uno strato di sporco e di polvere, coperta da una spessa vernice di un restauro novecentesco. Verificata la tenuta della pellicola pittorica e fatte le indagini preliminari di ricerca delle policromie sottostanti, si è asportato il tutto meccanicamente mediante bisturi di medie e piccole dimensioni riportando la policromia originale. Durante tale operazione, si sono riscontrati problemi di adesione e coesione degli strati di colore in modo particolare sul volto e nella parte alta del saio.

Attacchi xilofagi sull'intera superficie avevano compromesso la naturale compattezza del manufatto. Con del primal AC33 diluito si è imbevuto del cotone idrofilo e colmato le crepe del manto. Le rimanenti lesioni e lacune sono state stuccate a caldo con gesso di Bologna miscelato a colla di coniglio. Levigato il tutto, si è proceduto all’integrazione pittorica con acquarelli e in alcune parti con colori a vernice.

Le decorazioni romboidali in oro del saio, ritornato da un marrone francescano cappuccino al colore originale della congregazione minima, sono state lasciate benché ottocentesche asportate del colore giallo di cui erano state coperte nel restauro precedente. A operazione ultimata si è data una leggera passata di vernice chetonica su tutta l’opera per proteggerla.



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DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
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Come si presentava l'opera

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Al momento della ricostruzione della mano sinistra non si disponeva della vecchia foto, per cui la mano è stata rifatta chiusa ad impugnatura del bastone secondo iconografia classica.

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Ernesto Vincenzo Lamanna

Esperto nell’analisi del degrado e delle tecniche di conservazione e restauro di opere d’arte. Tecnico della tutela e conservazione dell’edilizia Storica e delle Opere D’arte. Formatosi presso istituto per L’Arte e il Restauro "Palazzo Spinelli” di Firenze, si cura di: Manufatti lignei, Mobili Antichi, Opere Policrome, Dipinti su tela antichi e moderni, Dipinti su tavola, Affreschi. Materiali lapidei. Consulenze, Catalogazioni, Ricerche. Restauratore ligneo e Pittorico. nel corso degli anni ha operato diversi interventi per enti pubblici e privati in tutt’Italia.

Membro Clartè (Artisti in dialogo): Commissione d’arte internazionale con ede a Castel Gandolfo - Roma
Ha svolto importanti ricerche presso archivi storici per privati e parrocchie. Fra i più importanti: Archivio segreto Vaticano (fondo per la Calabria) Archivio Storico di Napoli (catasti Onciari ) Archivio storico di Stato Catanzaro (Regia Udienza, fondi Notarili, Cassa Sacra).

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