Cronaca del '700

Catasto Onciario anno 1746

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Il Catasto Onciario di Sambiase 1746(1)

di Giuseppe Ruberto

onciariocarlo"E Re Carlo asceso al trono vide da vicino i mali onde erano gravati i poveri e provvide ad alleviare le gravezze con due salutari provvedimenti: nel 1737 rimise ai comuni ogni debito fiscale arretrato ed in considerazione che nella determinazione del tributo che si prelevava dalle università si teneva conto del numero dei fuochi, fissò in perpetuo il carico dei fuochi del Regno, malgrado l'accresciuta popolazione, in 368.378 e non più in 394.721. Quindi per proporzionare il pagamento delle funzioni fiscali, non essendovi altro mezzo più idoneo per l'accertamento delle capacità contributive del singolo impose la formazione del catasto in tutte le università ".

Con una disposizione del 4 ottobre 1740 re Carlo III di Borbone dispose la compilazione del catasto detto onciario dalla misura utilizzata per la quantificazione dell'imposta: oncia . Poco meno di un anno dopo, il 17 marzo 1741, la Regia Camera della Sommaria emanò la prima istruzione per la compilazione dello stesso. La tassazione consisteva in un'imposta sui beni e in un'imposta personale o testatico.

onciariocalaMentre tutti erano tenuti al pagamento della prima, con la parziale esenzione dei beni ecclesiastici acquistati anteriormente al 1741, e totale per quelli dei seminari, delle parrocchie e degli ospedali nonché per quelli costituenti patrimonio degli ordinandi e per quelli feudali, per la seconda sussistevano delle significative eccezioni tali che a detta di molti quello che nelle intenzioni del legislatore doveva probabilmente essere uno strumento di perequazione fiscale si tramutò in un momento di ulteriore tassazione di quanti vivevano del proprio lavoro manuale. “Non potendo dunque tassare i ricchi – dirà il Galanti- convenne al Tribunale della Sommaria sulle braccia dei poveri caricare i tributi che si volevano dal Re riparare sopra i beni“. I maschi componenti il nucleo familiare erano tutti tenuti al pagamento del testatico in proporzione al reddito derivante dal lavoro svolto ed al tipo di lavoro ad eccezione degli inferiori ai 18 anni di età che erano parzialmente esentati e di coloro che vivevano di rendita o di professioni "nobili" che erano totalmente esentati. Le vedove e le nubili ritenute a capo dei rispettivi agglomerati familiari erano parimenti escluse dal pagamento dell'imposta personale, così come i "padri onusti privilegiati".

onciariocostumePer la testa sono tassati tutti coloro che non vivono nobilmente, cioè tutti coloro che esercitano qualche arte non nobile, ma manuale. Sono perciò esclusi dalla tassa della testa così quelli che vivono delle loro rendite, come anche i dottori di legge i medici fisici, i notai ed i giudici a contratto:si avverte però che in alcuni luoghi del regno persone vili e che esercitano mestiere non nobile sogliono essere giudici a contratto, onde questi non devono essere esenti dal pagamento della testa. La tassa della testa può essere carlini dieci, o più, o meno, secondo i bisogni delle università, come si dirà in appresso; l'esenzione da questa tassa vale però fino alla somma di carlini dieci; ma se la tassa fosse di più tutti debbono pagare il di più, o sia medico o dottore in legge o ogni altro nobilmente vivente. I sessagenari ancora sono immuni dal pagamento della testa fino alla somma di cardini dieci e per il di più devono contribuire ".

onciariofoglioPer la costituzione del catasto il metodo prescritto dalle citate istruzioni della Camera della Sommaria era quello delle denuncie volontarie da parte dei contribuenti che, a seguito di appositi "bandi" erano tenuti a compilare "le rivele" con l’indicazione dei redditi a diverso titolo posseduti e dei pesi eventualmente gravanti sugli stessi. I dati forniti erano poi verificati da un apposito collegio costituito da sei deputati e quattro estimatori che sulla base di quanto dichiarato e sull'appartenenza di ogni contribuente ad una delle sei categorie nelle quali gli stessi vennero divisi determinavano l’imposta e compilavano il catasto annotando, oltre ai dati fiscali, anche quelli anagrafici e la specificazione dei beni posseduti. I sei deputati erano espressione dei tre ceti dell'università, mentre i quattro estimatori erano due cittadini e due forestieri. A proposito delle qualità e delle caratteristiche di questi ultimi le citate istruzioni della Sommaria sono abbastanza minuziose, stabilendo che essi devono essere: "agrimensori, apprezzatori e ben esperti ed intesi del territorio della terra dove si forma il catasto e di coloro che lo posseggono". Mentre con le prime istruzioni la parte preliminare era affidata all'università ma quella conclusiva, cioè la formazione del catasto vero e proprio, rimaneva di pertinenza dell'autorità centrale, circa cinque mesi dopo e precisamente il 15 agosto 1741 anche quest'ultima incombenza veniva demandata alle università i cui compiti e poteri verranno successivamente definiti i1 20 settembre 1742, prescrivendo, tra l’altro, la redazione in due esemplari dell'onciario da compiersi entro quattro mesi. Tale termine non fu probabilmente rispettato nella totalità dei casi tanto che con Prammatica del 14 maggio 1753 la Sommaria disponeva l’invio di "commissari ad acta" nelle università inadempienti.

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(1) Estratto dal documento su supporto magnetico denominato : “ Il Catasto Onciario di Lamezia Terme on line “, promosso dall'Amm. comunale di Lamezia T., 1997 ; curato dall’Università degli Studi della Calabria, Dip. di Linguistica, Lab. di Documentazione, in collab. STEP (Softwar. Tecnologies by Professionals ) .

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