Proverbi a Sambiase

Origine linguistica del nostro dialetto

Condividi

La ricerca di Santo Sesto, studioso attento ed innamorato di tutto ciò che abbia a che fare con la tradizione calabrese e lametina in particolare, è il primo approccio veramente serio al nostro vernacolo.

Santo Sesto, infatti, non si è limitato, come già avvenuto per alti! lavori anche ponderosi di altri ricercatori, a cercare detti e parole del passato a mo' di curiosità intellettuale fine a se stessa, rea si è sforzato di ricostruire la genesi storicosociale della parola stessa, di dare una spiegazione alle cause del processo evolutivo della lingua, di carpire il segreto del meccanismo strutturale regolato da una grammatica mai scritta, ma di fatto esistente nella pratica linguistica orale quotidiana della nostra gente del passato.
Come egli mi confidava, nella sua modestia, il suo lavoro vorrebbe essere soltanto lo stimolo per più ampie ricerche e studi sii una tradizione linguistica che merita rispetto e che, sotto molti aspetti, rappresenta forse l'anello di congiunzione più manifèsto ed eclatante tra il latino e l'italiano moderno. In fin dei conti, il latino che già in età classica si parlava da Napoli in giù, il latino del “vulgus”, era molto simile, anche ira certe strutture fonetiche, al nostro dialetto (la caduta della consonante finale dei casi diretti; l'uso esteso dell'ablativo; l'uso a mo' di articolo dei pronomi “is'; "ille" ed "unus';- l'uso di vocaboli sempre più popolari di origine rurale o erotico-sessuale, come già in Catullo e Marziale, per noia parlare di Petronio, ecc.). Ben venga, dunque, il desiderio di approfondirne il problema; ma il lavoro dell'amico Sesto, per quanto "modesto" come egli afferma, appare invece già molto interessante, presentandosi corree una sorta di manualetto di linguistica, agile e piacevole, che potrebbe essere utile anche a quegli alunni che si accingano a studiare la lingua latina. E poi, attraverso l'analisi delle varie espressioni e parole, si coglie il "sapore" antico di una civiltà che il cosiddetto progresso frenetico moderno e la moda di una cultura sempre più "nordista" pare vogliano seppellire e nascondere (colpa e vergogna, soprattutto, dei nostri intellettuali!). Ma le nostre radici sono quelle ...Proviamo, piuttosto, a non dimenticarcene e ad esserne degni!

Umberto Bartoletta

 

Notizie tratte da " l'Idioma Lametico" di Santo Sesto,stampato nel mese di settembre 1994,per conto della Temesa Editrice,presso la Tipur s.r.l. di Roma

La ricerca di Santo Sesto, studioso attento ed innamorato di tutto ciò che abbia a che fare con la tradizione calabrese e lametina in particolare, è il primo approccio veramente serio al nostro vernacolo. Santo Sesto, infatti, non si è limitato, come già avvenuto per alti! lavori anche ponderosi di altri ricercatori, a cercare detti e parole del passato a mo' di curiosità intellettuale fine a se stessa, rea si è sforzato di ricostruire la genesi storicosociale della parola stessa, di dare una spiegazione alle cause del processo evolutivo della lingua, di carpire il segreto del meccanismo strutturale regolato da una grammatica mai scritta, ma di fatto esistente nella pratica linguistica orale quotidiana della nostra gente del passato.
Come egli mi confidava, nella sua modestia, il suo lavoro vorrebbe essere soltanto lo stimolo per più ampie ricerche e studi sii una tradizione linguistica che merita rispetto e che, sotto molti aspetti, rappresenta forse l'anello di congiunzione più manifèsto ed eclatante tra il latino e l'italiano moderno. In fin dei conti, il latino che già in età classica si parlava da Napoli in giù, il latino del “vulgus”, era molto simile, anche ira certe strutture fonetiche, al nostro dialetto (la caduta della consonante finale dei casi diretti; l'uso esteso dell'ablativo; l'uso a mo' di articolo dei pronomi “is'; "ille" ed "unus';- l'uso di vocaboli sempre più popolari di origine rurale o erotico-sessuale, come già in Catullo e Marziale, per noia parlare di Petronio, ecc.). Ben venga, dunque, il desiderio di approfondirne il problema; ma il lavoro dell'amico Sesto, per quanto "modesto" come egli afferma, appare invece già molto interessante, presentandosi corree una sorta di manualetto di linguistica, agile e piacevole, che potrebbe essere utile anche a quegli alunni che si accingano a studiare la lingua latina. E poi, attraverso l'analisi delle varie espressioni e parole, si coglie il "sapore" antico di una civiltà che il cosiddetto progresso frenetico moderno e la moda di una cultura sempre più "nordista" pare vogliano seppellire e nascondere (colpa e vergogna, soprattutto, dei nostri intellettuali!). Ma le nostre radici sono quelle ...Proviamo, piuttosto, a non dimenticarcene e ad esserne degni!

free template joomla 2.5